Grisignano di Zocco (VI) – Antica fiera del Soco

Data 11-17 settembre
Descrizione

C’era una volta… 

LA FIERA DEI BAMBINI NEL SECOLO SCORSO

C’era una volta la Fiera del Soco. Intendiamoci, non che la Fiera sia scomparsa, anzi: oggi più che mai è attiva, vitale e al passo con i tempi, tanto che ogni anno attira a Grisignano durante la settimana di eventi quasi un milione di persone.
Proprio per rimanere sempre attuale, però, la Fiera nel corso degli anni si è evoluta e ha cambiato pelle, rappresentando lo specchio fedele dei profondi mutamenti sociali ed economici conosciuti dal territorio veneto.
Ma se potessimo per magia tornare indietro nel tempo, a rivivere la Fiera tra gli anni Quaranta e Sessanta del Novecento, che cosa ci troveremmo davanti agli occhi?
Lo abbiamo chiesto a tre “memorie storiche” di Grisignano di Zocco, Alviano Zampieron (classe 1931), Enzo Rubin (classe 1935) e Giovanni Baston (classe 1947), cresciuti assieme alla Fiera in quei decenni.

LA FIERA COME PREMIO

Oggi come allora, la Fiera era un appuntamento imperdibile soprattutto per i bambini. “Dopo la scuola, tutti noi lavoravamo in campagna con i nostri genitori – ricorda Zampieron -. In quei giorni avevamo uno stimolo speciale: se fai il bravo e mi aiuti, dopo andiamo alla Fiera. Erano i giorni di tutto l’anno in cui eravamo più ubbidienti e servizievoli”. Le giostre c’erano anche allora, ma erano un po’ diverse: “Prima ancora della guerra, la prima giostra che ricordo di avere provato è stata quella delle catenelle. Il movimento rotatorio non era garantito dall’elettricità, bensì da un povero cavallo da tiro che faceva girare la giostra e tutti noi bambini”.

LE SPECIALITÀ

Oggi molti si ritrovano in Fiera per gustare le succulente grigliate proposte dai vari stand. “Le salsicce adesso vanno per la maggiore, ma non è sempre stato così – racconta Rubin -. Quand’eravamo ragazzini noi, le baracche in genere proponevano soprattutto trippe e folpetti, mentre noi bambini non vedevamo l’ora di passare dai banchi dei dolciumi per prendere le patate americane e il cartoccio delle spumigliette e dei croccantini dolci che chiamavamo sagra”. “Un’altra cosa che non mancava mai era il latte – aggiunge Zampieron -. Per fare bella figura, molti mercanti di bestiame evitavano di mungere le vacche nel giorno precedente la vendita, così una volta perfezionato l’acquisto diventava urgente mungerle subito, povere bestie. E allora, per tutti, c’erano dei gran piatti di riso e latte”.

(fonte sito ufficiale)

 

 

Link  Sito ufficiale

(è vivamente consigliato controllare il sito ufficiale dell’evento per eventuali news e aggiornamenti)
Ente organizzatore:Ente fiera del Soco
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